C'è un filo che lega storie industriali, competenze tecniche e visioni di lungo periodo, e attraversa l'Europa passando da uno dei suoi cuori più solidi: la Germania. È qui che il gruppo MAIRE ha costruito nel tempo una presenza che va oltre numeri e progetti, fatta di persone, know-how e relazioni. Un radicamento che nasce nella tradizione della chimica e della petrolchimica europea e che oggi si rinnova alla luce delle sfide della transizione energetica.

Emanuele Pozzati, VP Region Europe di NEXTCHEM, questa evoluzione l'ha vissuta in prima persona. Il suo racconto per EVOLVE restituisce l'immagine di un territorio che non è solo un mercato, ma un vero laboratorio di integrazione: tra competenze, culture e modelli industriali che dialogano e si contaminano. Dalle origini del primo presidio ingegneristico alle più recenti acquisizioni, emerge una direzione chiara: valorizzare le eccellenze locali e metterle in connessione, trasformandole in un sistema capace di generare innovazione.

In questo percorso, il lavoro di squadra diventa centrale. Perché ENJOY OUR WAY non è solo un motto, ma un modo concreto di lavorare: creare ogni giorno un ambiente in cui le persone possano contribuire, crescere e costruire insieme qualcosa di più grande.

La presenza di MAIRE in Germania ha radici profonde. Dottor Pozzati, da dove nasce questo legame e quali sono gli elementi storici che lo rendono ancora oggi così strategico?

La Germania, insieme all'Italia, è stata storicamente uno dei poli di riferimento della chimica e della petrolchimica europea. Un legame che affonda le radici anche nella cultura industriale dei due Paesi e che trova un simbolo nella scoperta del catalizzatore Ziegler-Natta, frutto proprio di questa doppia eccellenza. In questo contesto si inserisce la presenza di MAIRE, costruita oltre venticinque anni fa con l'obiettivo di presidiare un mercato ad altissima concentrazione di competenze.

Da una prima joint venture si è sviluppata una realtà solida, rafforzata dall'ingresso di un team di ingegneri altamente specializzati nel polietilene a bassa densità (LDPE), realizzato con processi ad elevatissime pressioni. Questo know-how, ancora oggi fortemente radicato in Germania, ha rappresentato a lungo un elemento distintivo per il gruppo: un centro di ingegneria di alto livello, capace di lavorare su tecnologie complesse. Oggi quel legame resta strategico perché unisce tradizione industriale e capacità di integrazione: da un lato le competenze tedesche, dall'altro la visione di MAIRE di metterle a sistema, costruendo continuità tra passato e futuro.

Oggi come si articola concretamente la presenza del gruppo in Germania, tra le diverse società e competenze?

Oggi la presenza di MAIRE in Germania si articola principalmente su due realtà, diverse ma complementari. La prima è TPI, una società con una lunga storia nel gruppo, composta da circa settanta persone e specializzata in servizi di ingegneria, in particolare nel mondo delle polyolefine. Negli anni ha sviluppato un know-how molto verticale, diventando un punto di riferimento su applicazioni complesse. Dal 2024 TPI è entrata a far parte di NEXTCHEM, in un passaggio strategico che ne valorizza il ruolo: pur operando nell'ingegneria, si colloca infatti tra execution e tecnologia. L'obiettivo è rafforzarne il contributo anche nello sviluppo e nell'ingegnerizzazione delle tecnologie proprietarie del gruppo.

Accanto a TPI, sempre nel 2024, si è aggiunta GasConTec, una realtà più piccola ma altamente innovativa, attiva nel campo del syngas, dell'idrogeno e del metanolo. La sua acquisizione ha completato un tassello chiave, in particolare sul fronte dell'idrogeno, centrale per la transizione energetica. Il lavoro oggi è integrare sempre di più queste realtà, rafforzando il ruolo della Germania come hub all'interno di NEXTCHEM.

Qual è il senso strategico di queste scelte e che tipo di valore aggiungono al gruppo?

Le operazioni degli ultimi anni, in particolare nel 2024, rispondono a una strategia chiara: costruire una catena tecnologica sempre più completa, capace di coprire tutte le fasi di sviluppo di un processo industriale. Se immaginiamo il nostro lavoro come un puzzle, negli anni abbiamo aggiunto diversi tasselli – fertilizzanti, ammoniaca, urea, ingegneria di processo. È qui che si distingue il modello MAIRE: mantenere identità societarie diverse, valorizzandone le specificità, ma creando al tempo stesso integrazione. In questo equilibrio tra specializzazione e collaborazione si gioca il vero vantaggio competitivo.

Oggi non basta avere competenze eccellenti: serve saperle combinare, offrendo una visione completa e integrata: l'obiettivo è accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo del progetto, integrando competenze diverse in un'unica proposta. Il contesto però è cambiato: i confini tra tecnologia, ingegneria ed execution sono sempre meno netti, e questo richiede un approccio più flessibile. Il valore sta proprio nella capacità di muoversi con equilibrio, valorizzando le sinergie senza creare rigidità, soprattutto in mercati dove esistono già relazioni consolidate. In questo senso, il modello one company non è uno schema fisso, ma un modo di lavorare che va adattato di volta in volta.

Guardando alla Germania e al contesto europeo, come sta evolvendo oggi questo mercato e quale ruolo può giocare in futuro per MAIRE?

La Germania e l'Europa stanno attraversando una fase complessa, con un rallentamento dell'industria petrolchimica e meno nuovi impianti rispetto ad altre aree del mondo. Allo stesso tempo, però, restano un punto di riferimento per tecnologia, ricerca e sviluppo. È qui che si concentra sempre di più il valore: nella qualità del know-how e nella capacità di innovare. Per MAIRE, quindi, la Germania non è solo un mercato ma un hub strategico di competenze. In questo contesto, il futuro passa dal rafforzamento di questa presenza, anche attraverso nuove integrazioni e lo sviluppo di un polo sempre più strutturato.

Il numero di EVOLVE è dedicato a "ENJOY OUR WAY": quanto contano le persone, l'integrazione culturale e il lavoro di squadra in un'organizzazione globale come MAIRE?

Contano moltissimo, perché alla fine il vero elemento distintivo non è solo la tecnologia, ma il modo in cui le persone riescono a lavorare insieme. In un'organizzazione globale come la nostra, questo significa superare differenze culturali, professionali e organizzative, trasformandole in un valore. La Germania è un esempio molto concreto: nelle nostre realtà convivono diverse nazionalità, con background e approcci al lavoro differenti. È un ambiente naturalmente internazionale, dove l'integrazione non è teorica ma quotidiana, fatta di confronto continuo e capacità di adattamento.

Per la mia esperienza, il valore si genera quando riesci a mettere insieme punti di vista diversi e a costruire un modo di lavorare condiviso. E nel nostro caso diventa ancora più importante, perché le competenze sono distribuite tra società diverse del Gruppo e la collaborazione non è un'opzione, ma una condizione necessaria. Il senso di ENJOY OUR WAY sta anche qui: creare un contesto in cui le persone possano contribuire davvero, sentirsi parte di un sistema e lavorare in modo positivo. Perché, anche nei contesti più complessi, alla fine sono sempre le persone a fare la differenza.