Lo studio 2025 di Fondazione MAIRE – IPSOS offre nuove prospettive sulla transizione energetica a livello globale: l’India guida per consapevolezza (63%) e impegno percepito nell’attuazione delle strategie di decarbonizzazione (71%)
COMUNICATO STAMPA- I due nuovi Paesi inclusi nell’indagine, Qatar e Argentina, mostrano livelli di consapevolezza differenti: il Qatar è tra i Paesi leader (67%), mentre l’Argentina presenta ancora margini di miglioramento nella percezione pubblica del ruolo della transizione energetica
- Lo studio ha ora superato le 2.300 interviste in 14 Paesi di 4 continenti, messi a confronto per livello di consapevolezza sulla transizione energetica e fabbisogno di competenze per il raggiungimento degli obiettivi climatici: Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, India, Cina, Azerbaigian, Kazakistan, Turchia, Stati Uniti, Cile, Argentina, Italia, Regno Unito, Algeria
Milano, 19 febbraio 2026 – La necessità di competenze sia soft che hard, per formare professionisti completi, è essenziale per portare avanti la transizione energetica. Le competenze tecniche nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie sostenibili sono fondamentali per favorire l’innovazione e l’implementazione, mentre le soft skill – come problem solving, adattabilità e pensiero critico – sono cruciali per affrontare le sfide dinamiche della transizione energetica. È quanto emerge dall’edizione 2025 dello studio di Fondazione MAIRE – ETS, la fondazione del gruppo italiano di tecnologia e ingegneria MAIRE, realizzato in collaborazione con IPSOS, riconosciuta società internazionale di ricerche di mercato.
Lo studio, “Climate goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide. Addendum 2: focus Qatar – Argentina”, sponsorizzato da MAIRE, aggiunge due nuovi Paesi – Qatar e Argentina – portando il panel a oltre 2.300 interviste raccolte dal 2023 in 14 Paesi di 4 continenti, in aggiunta a opinion leader. Climate Goals copre un gruppo eterogeneo di nazioni: Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per il Medio Oriente; India, Cina, Azerbaigian, Kazakistan e Turchia per l’Asia; Stati Uniti, Cile e Argentina per le Americhe; Italia e Regno Unito per l’Europa; Algeria per l’Africa.
L’India si distingue come leader per consapevolezza sulla transizione energetica, con il 63% degli intervistati che dichiara un’elevata familiarità con il tema. Il Kazakistan si colloca all’ultimo posto, con solo il 29% che si definisce molto familiare con il concetto, seguito da vicino dall’Argentina con il 36%. La transizione energetica è una priorità per il 70% degli individui in India e Turchia, seguiti dal Qatar con il 67%, mentre l’Argentina mostra il livello più basso di priorità, con appena il 34%.
Anche l’impegno dei Paesi è valutato più alto in India (71%), seguita dall’Arabia Saudita (62%), e più basso in Kazakistan (15%) e Argentina (23%). Tra le principali sfide emergono l’aumento della consapevolezza (Algeria, Cina), il coinvolgimento delle imprese private (Cile) e l’ingaggio degli stakeholder (Cina e India). Lo sviluppo delle infrastrutture è una priorità negli Emirati Arabi Uniti, in Kazakistan e negli Stati Uniti, mentre l’Azerbaigian punta sulla formazione professionale e il Qatar esprime la maggiore preoccupazione per la perdita di posti di lavoro nei settori tradizionali.
Il Kazakistan teme che i costi della transizione superino i benefici, mentre l’Arabia Saudita si aspetta vantaggi già nel breve termine. I bisogni di istruzione e formazione sono diffusi, con un’urgenza particolarmente elevata in Cina e Cile. Competenze tecniche e soft skill come problem solving, pensiero critico e creatività sono richieste a livello globale. Tra le competenze tecniche specifiche figurano l’analisi dell’impatto ambientale (Azerbaigian), la conoscenza delle energie rinnovabili (Algeria) e le competenze sui materiali alternativi (Algeria, Qatar, Cina, StatiUniti). La disponibilità di una forza lavoro qualificata è considerata inadeguata in Kazakistan, ma adeguata in Cina e India.
Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE e di Fondazione MAIRE, ha commentato:
“La transizione energetica è un percorso irreversibile: i suoi benefici, ambientali ed economici, sono riconosciuti a livello globale e supereranno, o bilanceranno, i costi nel breve termine per 13 Paesi su 14 e nel lungo termine per il 100% dei Paesi del panel. Il successo dipende dall’allineamento strategico tra visione, politiche, innovazione e – soprattutto – capitale umano. Investire in nuove competenze tecniche e soft per gli obiettivi climatici e la circolarità è essenziale per costruire la competitività futura delle nazioni. I Paesi emergenti riconoscono la necessità di aumentare la disponibilità di professionisti della transizione energetica: è qui che vediamo il maggiore dinamismo che sta ridisegnando la geo‑economia globale.”
Appendice: focus di Climate Goals su Qatar e Argentina
Focus sul Qatar
In Qatar, la consapevolezza pubblica e governativa è elevata: il 95% delle persone dichiara di conoscere la transizione energetica e il 67% la considera una priorità. Il Paese sta investendo nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie climatiche, creando nuovi posti di lavoro e ponendo l’accento sulle competenze tecniche, in particolare nei settori delle rinnovabili e delle tematiche ambientali. Istruzione e formazione sono al centro della strategia del Qatar, con università e governo attivamente impegnati nella preparazione della forza lavoro ai rapidi cambiamenti in atto. Tuttavia, emerge una preoccupazione per la perdita di posti di lavoro nei settori tradizionali, rendendo l’adattamento della forza lavoro una delle principali sfide.
Focus sull’Argentina
L’Argentina mostra un’elevata consapevolezza generale (97%), ma solo il 36% della popolazione è profondamente familiare con i concetti della transizione energetica e appena il 34% la considera una priorità nazionale. È evidente il divario tra consapevolezza pubblica e azione governativa, con la maggior parte delle iniziative guidate da imprese private o straniere. L’istruzione è considerata importante, ma il 41% degli argentini si sente impreparato e riconosce la necessità di maggiore formazione. Il Paese deve inoltre affrontare vincoli economici e investimenti limitati nello sviluppo delle competenze, fattori che rallentano i progressi.
Entrambi i Paesi riconoscono la necessità di formazione e di un mix di competenze tecniche e soft skill; in particolare, problem solving e creatività sono considerate fondamentali. In definitiva, sebbene entrambi vedano nell’istruzione un elemento chiave, il Qatar è meglio posizionato per assumere un ruolo di leadership, mentre l’Argentina deve superare barriere strutturali ed economiche per beneficiare pienamente della transizione energetica.
Principali insight di Climate Goals
Consapevolezza. L’India si distingue come leader per consapevolezza sulla transizione energetica, con il 63% degli intervistati che dichiara un’elevata familiarità. Il Kazakistan si colloca all’ultimo posto con il 29%, preceduto dall’Argentina con il 36%.
Priorità. La transizione energetica è una priorità per il 70% delle persone in India e Turchia, seguite dal Qatar con il 67%; l’Argentina è ultima con il 34%.
Opportunità. Gli algerini sono i più convinti dei benefici in termini di ambiente più pulito e salute. India e Arabia Saudita sottolineano il potenziale di incremento dell’inclusione femminile. La Cina è la più entusiasta riguardo alla creazione di nuovi posti di lavoro.
Governi. L’impegno dei governi è valutato più positivamente in India (71%) e in Arabia Saudita (62%), mentre risulta molto più basso in Kazakistan (15%) e in Argentina (23%).
Leadership. I partecipanti cinesi percepiscono il proprio Paese come leader rispetto agli altri; quasi la metà degli intervistati attribuisce grande importanza all’innovazione sostenibile dei processi produttivi, dei prodotti e dei servizi, e il 68% considera la tecnologia un elemento chiave per la transizione energetica.
Sfide. Algeria e Cina faticano ad aumentare la consapevolezza pubblica; il Cile incontra difficoltà nell’adattamento alle rinnovabili da parte del settore privato. Il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder rappresenta una sfida per la Cina. Lo sviluppo delle infrastrutture è un obiettivo centrale negli Emirati Arabi Uniti, negli Stati Uniti e in Kazakistan. La formazione dei professionisti è una priorità in Azerbaigian. Il Qatar esprime preoccupazione per la perdita di posti di lavoro nei settori tradizionali. Turchia, Algeria, Stati Uniti e Regno Unito sottolineano l’importanza dello sviluppo di politiche energetiche e ambientali.
Pro e contro. Il Kazakistan mostra il livello più alto di preoccupazione riguardo al fatto che i costi della transizione energetica possano superare i benefici. Al contrario, la metà degli intervistati in Arabia Saudita ritiene che i benefici della transizione energetica supereranno inizialmente i costi, bilanciandosi nel tempo.
Istruzione. Cina e Cile riconoscono l’urgenza di migliorare i programmi di formazione sulla transizione energetica, mentre Kazakistan e Italia mostrano un’urgenza inferiore, sebbene comunque elevata (rispettivamente 70% e 75% nei prossimi 2–3 anni). L’India registra il più alto livello di fiducia in termini di preparazione. Nel complesso, emerge un consenso globale sulla necessità di combinare competenze soft e hard per formare professionisti completi, elemento essenziale per avanzare nella transizione energetica. Il Kazakistan segnala una grave carenza di professionisti qualificati per la transizione energetica, mentre le valutazioni sono per lo più positive in Cina e India.
Competenze. Molti Paesi riconoscono l’importanza di problem solving, pensiero critico, creatività e innovazione come soft skill essenziali in questo settore. Tra le competenze tecniche, l’analisi dell’impatto ambientale è particolarmente richiesta in Azerbaigian; la conoscenza delle fonti di energia rinnovabile è richiesta in Algeria; mentre l’expertise su materie prime alternative rinnovabili e riciclate è altamente richiesta in Algeria, Qatar, Cina e Stati Uniti.