C'è un momento, durante il Capital Markets Day, in cui la narrazione cambia. Le slide restano sullo sfondo, ma ciò che emerge è qualcosa di più concreto: una sequenza di esempi, tecnologie, progetti che trasformano la visione in realtà osservabile. È in questo passaggio che il CMD di MAIRE – svoltosi a inizio marzo 2026 – ha assunto il suo significato più autentico. Oltre a essere un appuntamento con la comunità finanziaria, è stata un'occasione per mettere a fuoco come il Gruppo stia traducendo la transizione energetica in soluzioni industriali scalabili.

Dalle tecnologie per la chimica circolare ai nuovi vettori energetici, fino ai modelli integrati tra innovazione ed execution, il racconto si è sviluppato attraverso progetti già attivi o in fase avanzata di sviluppo. Da un lato, la capacità di leggere uno scenario energetico sempre più complesso e in rapida evoluzione; dall'altro, la volontà di tradurlo in opportunità operative, con un approccio che combina visione strategica e solidità esecutiva. Di fatto, la rappresentazione di un modello industriale in azione, che mette insieme tecnologia, ingegneria e capacità realizzativa per affrontare le sfide della transizione.

Una piattaforma che orienta il cambiamento

Ad aprire il Capital Markets Day è stato Fabrizio Di Amato, presidente e fondatore di MAIRE, con una digressione sul ruolo dell'industria in una fase di trasformazione profonda. «Oggi il mondo ha bisogno dell'industria più che mai – ha spiegato il presidente – Abbiamo bisogno di energia, di nuovi materiali e processi, di innovazione per combinare sviluppo economico e responsabilità ambientale».

La transizione energetica, dunque, come un processo già in corso, influenzato da dinamiche geopolitiche, evoluzioni tecnologiche e nuove geografie della domanda. Nonostante le opportunità il contesto richiede allo stesso tempo capacità di visione e disciplina nell'esecuzione. «Ciò che sembra ambizioso oggi, diventa realtà domani», ha aggiunto Di Amato, presentando il percorso di MAIRE come un'evoluzione coerente: da realtà costruita nel tempo attraverso integrazione di competenze e acquisizioni, fino a piattaforma globale capace di coniugare tecnologia e capacità realizzativa.

L'integrazione tra Nextchem e Tecnimont

Con TECNIMONT, il racconto si sposta sul piano dell'esecuzione. È qui che la visione industriale del Gruppo prende forma operativa, attraverso la gestione di progetti complessi su scala globale. Nel 2025 la divisione Integrated E&C Solutions ha registrato ricavi per 6,6 miliardi di euro e un EBITDA in crescita, confermando la solidità del modello basato su capacità ingegneristica e disciplina esecutiva. Un risultato sostenuto dall'avanzamento dei principali progetti in portafoglio e da una gestione selettiva delle nuove commesse.

È il CEO Alessandro Bernini a inquadrare questi risultati in una prospettiva più ampia: «Negli ultimi tre anni abbiamo raddoppiato i ricavi e registrato una crescita costante della redditività a tutti i livelli». Nel 2025 i ricavi del Gruppo hanno raggiunto i 7,1 miliardi di euro, con un EBITDA di 500 milioni e un margine salito al 7%, in miglioramento rispetto al 2022. «Ancora più importante, abbiamo triplicato l'utile netto consolidato, raggiungendo i 285 milioni di euro, il miglior risultato di sempre». È in questo quadro che si inserisce «la solidità e la resilienza del nostro modello industriale, anche in un contesto energetico e geopolitico sempre più complesso». L'approccio è integrato: dagli studi preliminari fino alla realizzazione e gestione degli impianti. In questo contesto, l'adozione crescente di soluzioni digitali e intelligenza artificiale sta contribuendo a migliorare l'efficienza operativa e la qualità dell'esecuzione.

«Siamo posizionati per crescere facendo leva su due motori complementari: Nextchem e Tecnimont». In questa integrazione il modello industriale di MAIRE trova la sua espressione più compiuta. Da un lato lo sviluppo tecnologico, dall'altro la capacità di realizzazione: due motori distinti, ma sempre più interconnessi, che consentono di accompagnare i progetti lungo l'intero ciclo, dall'innovazione alla messa a terra.

Fonti energetiche destinate a convivere

Dopo la visione, il Capital Markets Day è entrato nel vivo con l'intervento di Giovanni Sale, SVP Corporate and Business Strategy, chiamato a delineare il contesto in cui questa visione prende forma. «La crescita della population globale, l'espansione del PIL e l'aumento degli standard di vita stanno determinando un incremento strutturale della domanda energetica, con un ruolo sempre più rilevante delle economie emergenti» ha spiegato Sale.

A questa dinamica si aggiunge un ulteriore fattore di accelerazione. «Una nuova forza è in atto: l'aumento esponenziale della domanda di energia guidato dall'elettrificazione e dall'intelligenza artificiale». Con l'aumento della propria capacità complessiva – nuove infrastrutture, nuovi materiali e nuove soluzioni industriali – il sistema energetico globale porta con sé un'elevata complessità. «Il nuovo paradigma energetico si basa su due pilastri: un sistema multi-source e uno scenario multi-shape e multi-speed». In altre parole, fonti energetiche diverse sono destinate a convivere, mentre Paesi e settori procedono lungo traiettorie differenziate, influenzate da priorità economiche, politiche e industriali.

Accanto all'energia, Sale ha evidenziato un secondo elemento chiave: il ruolo dei materiali e della loro trasformazione. La crescita del sistema energetico implica infatti una crescente domanda di risorse – dai metalli alle materie prime strategiche – e soprattutto la capacità di processarle in modo efficiente. In questo contesto, la chimica torna a essere un fattore abilitante, necessario per sostenere lo sviluppo di infrastrutture, sistemi di accumulo e mobilità.

Il quadro che emerge è quello di un sistema in espansione, ma anche sempre più frammentato e competitivo, dove sicurezza energetica, geopolitica e politiche industriali giocano un ruolo determinante. In questo scenario, il posizionamento di MAIRE viene definito con chiarezza: «Un partner globale di tecnologia e ingegneria, in continua evoluzione ed espansione in anticipo rispetto al mercato». Ruolo che implica la capacità di operare in contesti diversi, gestire la complessità e offrire soluzioni scalabili e pragmatiche.

Dal feedstock al prodotto finale

Il 2025 è stato presentato come un anno di svolta da Fabio Fritelli, managing director di NEXTCHEM: «È stato un periodo cruciale per il nostro settore, un anno che ha ridefinito il significato della transizione energetica» ha detto Fritelli. In questo contesto, NEXTCHEMha rafforzato il proprio posizionamento come piattaforma tecnologica integrata. Il modello non si limita allo sviluppo di soluzioni, ma punta alla loro industrializzazione, combinando licenze, ingegneria, servizi digitali e componenti proprietarie. «È un approccio che consente di accompagnare i clienti lungo l'intera catena del valore, dal feedstock al prodotto finale».

I numeri confermano questa traiettoria. Nel 2025 i ricavi hanno raggiunto i 495 milioni di euro, con una crescita significativa e una marginalità tra le più elevate del settore. Allo stesso tempo, il portafoglio tecnologico ha continuato ad ampliarsi, superando le 50 soluzioni disponibili e destinato a crescere ulteriormente con l'integrazione di nuove acquisizioni. «Nel 2025 abbiamo anche annunciato l'acquisizione di Ballestra Group – ha aggiunto Fritelli – una transazione strategica che amplia il nostro portafoglio nella chimica inorganica, rafforza le nostre capacità di ricerca e sviluppo e consolida il posizionamento di NEXTCHEM anche nei segmenti legati ai materiali critici e ai fertilizzanti».

Le direttrici di sviluppo si articolano su tre ambiti: fertilizzanti, nuovi vettori energetici – come SAF, metanolo e idrogeno – e soluzioni per la circolarità dei materiali. La crescita passa anche attraverso acquisizioni mirate. «Siamo estremamente selettivi – ha concluso Fritelli – cerchiamo solo tecnologie con un livello di maturità già validato». L'obiettivo è accelerare il time-to-market e trasformare soluzioni già testate in applicazioni industriali su larga scala.